Luoghi

2013-01-11

Palmi, le donne e la dragunara

Le trombe marine sono una maledizione ricorrente dalle parti di Palmi e provocano distruzioni e morti. Fatte di acqua e di vento, esse sono creature della “dragunara”, donna drago che abita negli abissi del mare e che nulla teme se non le parole, certe parole, e i coltelli. Non appena sulla linea dell’orizzonte s’intravvede il profilo minaccioso e turbinante d’una tromba marina, “cuda d’arrattu” (coda di topo) le donne del luogo, guidate da una che ha i poteri magici, corrono sulla spiaggia impugnando nella mano destra un coltello a punta col manico d’osso bianco e con esso “sciabulianu u celu” (squarciano a coltellate il cielo) con larghi e decisi fendenti. Colei che le guida punta il coltello contro la tromba marina e le urla: “Luni esti santu/ marti esti santu/ merculi esti santu/ juovi esti santu/ vennari esti santu/ sabato esti santu/ duminica è di Pasca/ cuda e rattu casca”; e ogni volta che dice “esti santu” traccia nel cielo, sempre in direzione della tromba, una croce, subito imitata dalle altre donne; poi, quando arriva “a duminica è di Pasca/ cuda d’arrattu casca” vibra un fendente da destra a sinistra e un altro dall’alto in basso, squarciando così il mostro che però, in seguito, rinascerà ancora e ancora sarà “sciabuliatu”, perché non ci può essere mai fine allo scontro fra le donne di Palmi e la “dragunara”. (Tratto da "La regina dai tre seni" di Giulio Palange)