Artigianato

2012-11-05

Mestieri di Calabria



di Vincenzo Villella

La Calabria è stata protagonista di storia e di civiltà. Segnata per più di duemila anni da invasioni, guerre, occupazioni da parte di popoli diversi (greci, romani, albanesi, normanni, saraceni, bizantini, longobardi, provenzali), conserva tracce profondissime del suo passato nella cultura, nel folklore,  nella stessa struttura etnica della regione.

Le differenti tradizioni e culture della Calabria si rispecchiano soprattutto nell’artigianato che oggi non è solo un fatto folkloristico, ma uno dei settori più importanti della economia regionale.
E’ difficile tracciare una mappa dell’artigianato calabrese in quanto non c’è paese piccolo o grande che non vanti una propria specialità.
Come scriveva Mario Soldati, l’artigianato è il segno distintivo del modo di vivere dei calabresi. Le produzioni artigianali sono innumerevoli per cui ci limitiamo ad evidenziare le più importanti e significative.
Cominciamo dall’arte tessile calabrese. La lunga consuetudine del telaio a mano ha conservato fino ad oggi la tradizione di tipici tessuti (arazzi, coperte, tappeti)  celebri e apprezzati in Italia e all’estero.
Nei paesi greco-albanesi come San Marco Argentano, Firmo, Lungro, Spezzano Albanese, San Benedetto Ullano e Fagnano Castello, ricchi di tradizioni artigianali e folkloristiche, sopravvivono ancora i caratteristico, vivaci costumi  tradizionali delle donne trapunti d’oro e d’argento.
Un centro rinomato di arte tessile è Longobucco dove ancora oggi nei telai a mano si producono veri e propri tesori artigianali rappresentati da tipici arazzi, coperte e tappeti di lana, seta e cotone su cui si sbizzarrisce, con gusto antico e raffinato, la fantasia degli artigiani locali. Anche a San Giovanni in Fiore c’è una fiorente tradizione artigianale di smaglianti tappeti orientali, stupende stoffe ed estrose coperte arabescate, che tramanda segreti e segni antichissimi della lavorazione a mano. Anche a Gerace il telaio domestico continua a produrre  splendidi tessuti e preziose coperte in cui rivive il ricordo  dell’antico mondo ellenico e bizantino.
La lavorazione di tessuti al telaio è ancora viva in tanti altri paesi come Cortale, Montepaone, Serrastretta, Gagliato, Soveria Mannelli, Satriano. A Magisano sopravvive l’antica arte del ricamo. Rinomati sono anche i ricami delle artigiane di Maropati. 
Un altro settore assai caratteristico dell’artigianato tipico calabrese è quello dei falegnami intagliatori del legno ancora operanti a Montauro, Gasperina e Simeri Crichi.  In particolare Serrastretta è famosa per la produzione di  sedie caratterizzate da una originalissima impagliatura. A Fagnano Castello vengono prodotte esclusive sedie di legno di faggio impagliate con la ‘tifa’. L’artigianato delle sedie (“I seggiari”) sopravvive anche Cinquefrondi e a Montepaone dove è rinomata la lavorazione della paglia intrecciata per la produzione non solo di sedie, ma anche di mobili per interni.
In molti paesi calabresi come Polistena, Laureana, Montegiordano, Soriano, Pianopoli, Cortale è viva ancora la lavorazione dei vimini. Ceste di ginestra e salice vengono prodotte a Santa Caterina Albanese.  A Sangineto si conserva ancora la lavorazione di oggetti in salice, canna e giunco. A Saracena sono noti gli artigiani che lavorano le pelli.
A Belvedere Marittimo, in cui, come è stato giustamente detto, tutto il popolo è artista, gli artigiani, depositari di un’arte rara e inimitabile, lavorano la creta, il legno e il ferro battuto creando prodotti di un artigianato glorioso. Famosa per la lavorazione del ferro battuto è anche Laureana dove vengono realizzati i caratteristici balconi e i battiportone.
A Seminara operano ancora i ‘pignatari’ che, intenti al tornio a mano e alla fornace, producono autentiche opere d’arte ceramica con forme e colori mutuati dal mito.
Un centro in cui si creano splendide terrecotte ottenute con argilla cotta in forno a temperature altissime è Torano Castello. Ma sono famose soprattutto le ceramiche di Squilace. Anche Bisignano è conosciuto per un artigianato delle terrecotte smaltate a fuoco con colori bianco latte e azzurro che la tradizione attribuisce alle antiche ceramiche di Sibari. Ma di questo paese bisogna ricordare i maestri liutai famosi in tutto il mondo per la loro pregiata ed artistica produzione di strumenti  musicali a corda, caratterizzati da un suono particolarmente dolce e vibrante, dovuto ad una combinazione di elementi tra i quali la scelta dei legni, le proporzione, le colle utilizzate. Tali strumenti, di incomparabile bellezza, sono ritenuti pezzi unici per la loro purezza creativa e potente acustica.
Nei piccoli centri della Sila, definita il Canada italiano, dove la natura si presenta con le attrattive più seducenti, l’artigianato è ancora oggi fiorentissimo, specialmente quello tessile, con tappeti e arazzi, caratterizzati da vivaci motivi decorativi tradizionali, famosi in Italia e all’estero. Vi si producono anche oggetti di legno lavorato a mano, borse, cuscini, cestini di ginestra.
La filatura della ginestra da cui si ricavano tappeti e arazzi sopravvive ancora oggi nei paesi calabresi di lingua grecanica come Bova, Roghudi, Gallicianò in provincia di Reggio Calabria.
A Brognaturo, a San Vito sullo Ionio e a Bocchigliero si lavorano le pipe ricavate dalla radica di erica, che vengono esportate in tutt’Italia.
C’è ancora qualche paese, come Antonimina,  in cui si continua ad allevare il baco da seta.
Famosi gli scalpellini di Gimigliano e Delianuova che lavorano, con tecniche tramandate di generazione in generazione, il marmo verde estratto dalle locali cave. Invece a Ischia sullo Ionio sono conosciuti gli intagliatori del granito.
L’arte dei maestri ramari risalente al XIV secolo è fiorente ancora a Dipignano, un caratteristico paese del cosentino definito la patria dei calderai, famosi per la lavorazione del rame.
A Cariati invece resiste ancora una antica tradizione cantieristica per la costruzione di barche da pesca.