Sapori

2012-10-07

La cucina lametina

La gastronomia è sempre stata importante nel territorio lametino, sia dal punto di vista economico che da quello culturale e sociale. Lamezia Terme è da secoli rinomata per la produzione di magnifici ortaggi e agrumi ma anche per i vini, i formaggi e i salumi. Inoltre, essendo la città un punto nevralgico per gli scambi commerciali, erano molte le osterie e le trattorie dove i forestieri si fermavano a mangiare e a bere. La cucina lametina è fatta di alimenti semplici ma è ricca di colori, di profumi e di fantasia: il bisogno costringeva a cucinare quel che c'era di disponibile. Al mattino non si andava al supermercato ma ci si affacciava nell'orto, uno scrigno che regalava tesori di inestimabile valore. La vigna ricompensava delle dure fatiche con il buon vino e la raccolta delle olive procurava la scorta d'olio per tutto l'anno. Il pane si faceva in casa e quando il grano era poco si sosituiva con il granoturco o addirittura con la farina di castagne. E il maiale, che era considerato "a ricchizza d'a casa", dava scorte di carne e salumi per molti mesi. Un capitolo a parte meritano le conserve che assicuravano alle famiglie la tranquillità per un anno intero. In tutto questo avveniva una specie di magia: la capacità, soprattutto delle donne di riuscire ad amalgamare tra loro semplici elementi, tagliuzzarli, aggiungere odori e spezie e trasformare tutto ciò che poteva essere ritenuto commestibile in pietanze gustose. Nascono così gli indimenticabili piatti della cucina calabrese e lametina: dal sanguinaccio alle frittole, dalle pittilluzze di ortaggi al capicollo, dalla "pitta avanti fhurnu" alle grispelle e alle cuzzupe.



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