Costume e societa'

2015-06-24

La magica notte di San Giovanni



Oggi si celebra San Giovanni Battista, unico santo per il quale la chiesa celebra sia la nascita (24 giugno) sia la morte (29 agosto), onore riservato solo alla Beata Vergine Maria e a Gesù Cristo.
Da tempo immemorabile, inoltre, nella notte che precede la natività di san Giovanni vengono celebrati riti purificatori e propiziatori. Anticamente come festa del solstizio d’estate, poi come festa religiosa, questa notte magica appartiene alle tradizioni di tutto il mondo.
Di poco più giovane di Cristo, San Giovanni Battista ne fu il precursore e colui che lo battezzò. Iniziò la sua opera dopo avere vissuto molti anni nel deserto, cibandosi di locuste e miele, coperto da una pelle di cammello e una cintura di cuoio. Ebbe come discepoli gli apostoli Andrea e Pietro e, in un certo senso, lo stesso Gesù. Fu ucciso da Erode Antipa che, per esaudire un desiderio dell’amante e cognata Erodiade, offrì la testa del Santo su di un piatto alla giovane Salomè, figlia di Erodiade. Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, quello della “Strage degli innocenti”, fu anche colui che condannò Gesù dopo la “rinuncia” di Ponzio Pilato,
Nella notte di San Giovanni, le streghe si impossessano dell'aria intorno ai villaggi e si possono allontanare solo con riti propiziatori come gli strepiti dei tamburelli e di altri strumenti improvvisati o con gli scongiuri. Come per la spina solstitialis dei Romani, anche i calabresi affidavano ad un'erba magica il potere di fugare i demoni: è l'erba di S. Giovanni. Usata anche da altri popoli d'Europa per questo scopo e che appariva nelle formule magione dei druidi e delle streghe è composta da vari tipi di erbe officinali come l’artemisia, la ruta e altre, a seconda dei luoghi. Inviare dei mazzi d'erba di San Giovanni era segno di buon augurio e voleva essere un gesto di pace e di fratellanza, i legami che si stringevano con l'invio di questa erba fiorita potevano durare tutta la vita e unire le famiglie con un vincolo più forte di quello che esisteva fra parenti, da qui il termine “Sangiuanni” per indicare il comparaggio tra famiglie per battesimi e cresime. Le “magare” conoscevano i segreti dell'erba di San Giovanni che si credeva avesse il potere di allontanare i demoni, ma anche di evocarli, e nei villaggi rurali le donne pratiche di magia venivano trattate con timore e con rispetto. Le “magare” secondo la leggenda uscivano di notte e sotto forma di uccello notturno potevano insidiare i bambini nelle culle e rapire le ragazze trasportandole lontano; avevano il potere di ammaliare le persone con formule e filtri, eccitare l’odio o l'amore, produrre malattie, gettare il malocchio su uomini e animali. Solo l'uso di scongiuri e la recita di formule magiche, proprio la notte di San Giovanni tramandate dalle “magara” ad altre donne da esse stesse prescelte, poteva preservare da queste influenze.