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2014-01-27

Giovani Democratici: il 1945 e la Shoa sono piu' vicini di quanto immaginiamo



27 gennaio 1945: liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa. 1.100.000 le persone che vennero trucidate nel solo campo di Auschwitz. Il ricordo. Il solo ricordo di quello che quei poveri uomini, donne, bambini dovettero sopportare, ci fa morire dentro ad ognuno di noi, ancora oggi. Niente potrà cambiare quello che successe, ma quelle testimonianze devono servirci a ricordare e soprattutto a darci la forza per batterci ogni giorno contro guerre, genocidi, massacri, soppressione di diritti e ogni altra miserabile e vile crudeltà che i nostri simili mettono continuamente in atto. Tutto questo probabilmente potrà apparire come scontato agli occhi dei più, ma il menefreghismo e la connivenza verso queste tematiche, regnano sovrane soprattutto nella nostra generazione.
La storia parla chiaro, eppure ancora oggi sempre più persone negano che tutte quelle atrocità siano accadute realmente. Altrettante persone invece, si disinteressano totalmente a quella che viene considerata la più grave sospensione dei diritti democratici che avvenne in un paese occidentale. Il motivo che sta alla base di questi due comportamenti però é sempre lo stesso: non si puó vedere con gli occhi, se ad essere cieca é la mente. E cieca è la mente di coloro i quali rinnegano oggi la Shoah.
Non possiamo permettere tutto questo. Non possiamo lasciar morire due volte, chi venne perseguitato  ingiustamente già una prima. Non possiamo non indignarci verso quegli pseudo-uomini che ancora oggi praticano la xenofobia. Il 1945 è più vicino a noi di quanto possiamo immaginare, e basta guardarsi attorno per rendersene conto. Non è il momento di abbassare la guardia verso queste manifestazioni di razzismo, perché si fa sempre più sottile la linea che divide l’intolleranza, dalla volontà di mettere in atto un’altra persecuzione.